Wednesday, April 30, 2008

Turn on, tune in, drop out

È morto il signor Albert Hoffman. Aveva 102 anni, mica male. Nel 1938 questo medico svizzero, mentre stava facendo delle ricerche, ingerì casualmente un po’ delle sostanze che stava sperimentando. Tornato a casa, cominciò a vedere tutto distorto, colori incredibili, come in un caledoiscopio. Era nato l’LSD.
Lui pensava di tirarci fuori una cura contro la malattia mentale, qualche buontempone dall’altra parte dell’oceano, come il signor Timothy Leary, ci tirò fuori la droga (apparentemente) più divertente degli anni 60, quella che doveva aprire le aree di una nuova conoscenza, di un mondo alternativo, di una nuova realtà. In realtà bruciò il cervello a migliaia di persone. Syd Barrett, geniale fondatore dei Pink Floyd, ne sapeva qualcosa. Dopo essersi fatto qualche shampo di troppo con l’LSD (se lo frizionava in testa, in modo che con il sudore causato dai riflettori quando era sul palco, si sciogliesse e penetrasse direttamente nel cervello) ha passato il resto della vita chiuso nella cantina di casa.

Ma oltre a bruciare il cervello di tanti disgraziati, l’LSD è stata una delle più tristi menzogne legate all’epopea della musica rock: far credere alla gente che è possibile creare e vivere in una realtà alternativa che cancella il mondo in cui sei nato. Il motto inventato da Leary, infatti (turn on, tune in, drop out) voleva dire più o meno: accenditi, sintonizzati, scompari. Che palla: dopo ogni viaggio, a terra ci torni sempre, e la realtà, quella vera,l'unica, è sempre lì ad aspettarti. A meno che il cervello non ti si frigga come quello di Syd.
L’eredità dell’LSD è finita nelle discoteche, in quelle pillole schifose che ammazzano continuamente ragazzi e ragazze. Bell’affare.
L’LSD ha ispirato qualche buon disco e qualche bella canzone, però. Una su tutte, White Rabbit dei Jefferson Airplane.

6 comments:

Anonymous said...

ma questa cosa che l'LSD gli penetrasse direttamente nel cervello non sarà una leggenda? voglio dire, il cranio sarà mica permeabile no?

andrea

Anonymous said...

no, ma il sangue è più vicino al cervello e porta direttamente al cervello

aspetta che provo e poi te lo dico

The Madman

Anonymous said...

Ciao Paolone,
sono Davide Voland e scrivo qui un commento perché
non so come fare a scriverti un'e-mail...!?! ma sul blog non potresti mettere anche il tuo indirizzo???
Ti volevo come sempre fare i miei complimenti. A sbirciare le cose relative a DYlan sul tuo blog ci starei le ore.
Su alcune cose non sono d'accordo (Van De Sfroos, e sul fatto che i dischi dei Wallflowers siano sempre stati all'altezza..), ma ora non voglio dilungarmi.
Ti chiedo soltanto: dove posso trovare la versione di I'll keep it with mine?? quella però che per poco si sente nel film I'm not there, non quella di COmplete bootleg, che già ho...non so proprio!
Altra breve cosa: dove si possonon trovare i 5 cd delle registrazioni complete dei Basement Tapes?? hai qualche dritta?
E infine: rileggo di continuo il tuo meraviglioso libro sui 40 di attività discografica di Dylan!
A te piacque quandop uscì, la biografia scritta da Sounes?
Baci
Davide

Paolo Vites said...

ciao davide - non lo metto se no dovrei passare il tempo a rispondere a quesiti impegnativi come i tuoi :-)... cmq non è difficile trovarlo...

non ho presente la versione di I'll keep it with mine del film.... i 5 cd dei BT si possono trovare - credo - tramite qualche sito di download di registrazioni non ufficiali oppure chiedendo a siti come qs http://bobsboots.com/ o meglio ancora chiedendo agli amici del sito Maggiesfarm che conoscerai senz'altro.

non ho mai letto la biografia di Sounes, a parte qualche estratto qua e là... delle biografie di dylan ho fatto il pieno da anni con scaduto, shelton, spitz, heylin...

Anonymous said...

Una delle più stupide semplificazione sull' acido lisergico che io abbia mai letto.

Paolo Vites said...

detto da uno che non ha il coraggio di mettere nome e cognome

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E ci sono state le lacrime e c’è stata una stella cadente che ha attraversato il cielo aprendosi in due. E ci sono state preghiere e c’è sta...