Thursday, December 10, 2009

The last great american rock'n'roll band

Fu Bob Dylan, che ebbe onore e fortuna di averli come backing band nel 1986 e 1987, a definire Tom Petty & The Heartbreakers "l'ultima grande rock band americana". In quelle parole, come sempre quando bofonchia qualcosa Zimmerman, c'è davvero tutta l'essenza di questo gruppo: americani, che gli Heartbreakers hanno saputo dialogare con tutte le formule espressive di quel paese, dal rock'n'roll al rockabilly, dal folk al country, dal blues alla psichedelia; grandi,perché lo sono stati e ancora lo sono per davvero. Non è un caso che Mike Campbell o Benmont Tench appaiano in centinaia di dischi di colleghi come session men o produttori, e non è un caso che tutti insieme abbiano saputo accompagnare, oltre che Dylan, anche Johnny Cash in uno dei suoi ultimi, straordinari dischi. E ultimi, perché davvero dopo di loro non si mai più visto un gruppo rock americano totale e di tale livello.Ma grandi, e rock, e americani, lo sono soprattutto sul palcoscenico, dove hanno sempre dimostrato uno strapotere di livelli eccelsi, dai primi tempi un po' punk, nei 70, alla piena maturità degli anni 90, con quelle scorribande nella psichedelia garage e nel jingle jangle, o nel british blues, un caleodoscopio di suoni e colori che non ha avuto paragoni. Il cofanetto The Live Anthology racconta tutto ciò (con incursioni avanti e indietro dal 1980 a oggi), anche se lascia un po' di amaro in bocca, perché non tutte le scelte appaiono rappresentative di questa grandezza musicale. A fine anni 90 il biondo Tom e i suoi spezzacuori tennero ad esempio venti serate consecutive al Fillmore West di San Francisco, alcune delle quali trasmesse via radio. Ho quelle registrazioni, e battono di parecchio quanto proposto in questo cofanetto, che comunque è un egregio compendio degno di apparire nella lista dei regali di Natale di ogni serio music fan. Basti pensare a certe cover, come Green Onions, Friend fo the Devil, o anche la furibonda resa di Oh Well dei Fleetwood Mac.
E' disponibile anche una versione deluxe con un quinto cd e due dvd, tra cui uno show del 1978.

Io Tom Petty & The Heartbreakers li ho visti in concerto: due volte, quando vennero con Bob Dylan nel 1987. Ne ho un ricordo ancora oggi incandescente, totale. Nessuno li ha mai portati più a suonare qua da noi, italico mistero. Non crediamo costino più di un Tom Jones o di un Michael Bolton, o che abbiano meno pubblico di costoro. Si preferisce riempire gli stadi con i soliti noti. Ma io li ho visti, e quando partono questi 4 cd della Live Anthology, sono ancora sotto al palco, a urlare american girl... con un po' di southern accents, naturalmente...

16 comments:

Maurizio Pratelli said...

una beffa che non sia mai venuto. Perchè??? Comunque la deluxe è esagerata!

Paolo Vites said...

la deluxe se la comprano solo gli americani

ciocco72 said...

io voglio le 20 serate...

ciciuxs said...

o chi ha un amico americano che gliela porta ehehehehe

lillo said...

ammetto che tom petty, a parte alcune cose relative allo zio bobby lo conosco poco... mi piacerebbe approfondire però, a parte questa raccolta "monumentale", c'è qualcosa di più pratico da cui poter partire? mi consigli qualcosa?

ah, ti ho spedito il testo della canzone di lou reed sulla mail...

Paolo Vites said...

be' ci sono alcune antologie ovviamente, compreso un cofanetto altrettanto monumentale di studio. io consiglerei un disco come Into the great wide open però come primo approccio, unitamente al primo solista di tom petty, quello del 1989, che poi solista è praticamente un disco degli heartbreakers

Skywalkerboh said...

Anche io sulla scelta dei pezzi ho qualche dubbio... ma comunque già quello che c'è dà una netta idea sulla maestosità della band, che amo alla follia.
Io credo che sia il milgior gruppo che abbia mai suonato in una tournéé con lo Zio Bob.

Ciao :))) (non mi picchino gli adoratori di The Band)

Luca da SS

anna said...

stupenda copertina!
: )

Randa said...

Portiamolo in ITALIA!!!

Paolo Vites said...

paghi tu?

come erano i gvot mule?

Anonymous said...

ehm...qualcuno per caso sa dirmi se le registrazioni di quelle 20 serate al fillmore si trovano su qualche "canale" non ufficiale ? ;-)

Sto morendo dalla voglia di sentirle (e non credo di essere l'unico)

Paolo Vites said...

fino a qualche anno fa si trovavavno sui comuni siti di torrent - cmq solo un paio furono trasmesse alla radio

Mick-Blackstone said...

Tom Petty , il Byrds mancato , con la sfiga di essere nato dieci anni dopo , un grande che al fianco di McGuinn avrebbe fatto cose da far rimanere a bocca aperta. Che dire, bravo , bravissimo il Seminole , continuatore del jingle jangle sound con la sua Rickenbacker.Approvo ogni parola di Paolo , Tom Petty , forse il più sottovalutato della storia del rock.

Maurizio Pratelli said...

fosse venuto più volte in Italia diventava un re! :-)
Organizziamo una due giorni, lui e poi mellencamp. Poi posso anche andare in pensione.

Paolo Vites said...

in america tom petty è un che suona al superbowl - è in europa che non ha mai sfondato, io penso perché i promoter sono troppo occupati a invitare il cowboy del new jersey....

Randa said...

ok, dopo lo chiamo. vedo quando è libero il paladesio prima.

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