Sunday, May 18, 2008

L'angelo di Lione

Era il 1992 e un amico mi suggerì di comprare questo disco, Switchblades Of Love, di tale Steve Young. Il nome “mi suonava una campanella”: già, era l’autore di quella (bella) Seven Bridges Road, che appariva in apertura del disco live degli Eagles uscito nel 1980. Sul retro copertina, il nome del produttore, Steven Soles, uno degli eroi della Rolling Thunder Revue, fu abbastanza da convincermi all’acquisto. Non me ne pentii. Dall’iniziale Have A Laugh, voce dylaniana su base mariachi, fino a un brano che non avrei dimenticato mai più, scritto insieme al bravo Tom Russell. Si intitolava The Angel Of Lyon. Oltre alla struggente melodia, una storia da brivido, quella di un uomo che lascia tutto, vende ogni sua ricchezza, fa voto di povertà e parte per la città francese di Lione, sperando di ritrovare quella persona – o forse era una visione – vista su uno dei suoi ponti: “Ebbe una visione di Anna Maria con un rosario fra le mani… disse, parto per il Paradiso, a cercare l’angelo di Lione… e cantò l’Ave Maria, o almeno le parti che si ricordava… chiuse gli occhi e vide due fiumi, la Rhome e la Sonne... lo spirito maschile e femminile della città di Lione…”.

L’8 dicembre a Lione si festeggia “la Festa della Luce”, in ringraziamento alla Vergine Maria che salvò la città da una epidemia nel medio evo. Durante questo evento la popolazione mette delle candele alle finestre e si organizzano imponenti manifestazioni di luce davanti ai monumenti, ad esempio intorno alla cattedrale di St. Jean.
Giugno 1993, e sono arrivato a Lione dopo un viaggio non stop da Milano, passando sotto al Monte Bianco. Scopro che la città è attraversata da due fiumi, Rhome e la Sonne, da tanti ponti che conducono nel centro medievale e affascinante della città. Sono qui per vedere Bob Dylan, naturalmente, che il concerto che ho visto a fine giugno (giorno del mio compleanno peraltro) è stato indimenticabile, di una bellezza esagerata. Ne voglio ancora. Di fatto, questo di luglio 1993 passerà alla storia come il primo concerto di Bob Dylan annullato in trent’anni di carriera. Che culo. Bob Dylan ha il mal di schiena, problema che diventerà drammatico nel 1995, quando in diverse serate si esibisce addirittura seduto sulla piattaforma del batterista senza chitarra. Tantè, io e la moglie facciamo i turisti. Lione è davvero magica. I ponti, le luci... Incontriamo anche John Jackson e Bucky Baxter della band di Dylan che si stanno comprando un cono gelato. Si fanno due chiacchiere. Più tardi, davanti a una chiesa, incrociamo anche il batterista extraordinaire Winston Watson, anche con lui qualche simpatica battuta.
In seguito, volendo tornare in albergo, mi perderò una infinità di volte cercando di capire il ponte giusto da attraversare, perché la città vecchia è circondata dai due fiumi.
Girando in macchina, a volte mi sembra di vedere un vecchio barbone con una candela in mano alla ricerca di qualcuno. Di una visione forse. O di Anna Maria con il rosario fra le dita.


Stanotte nella cattedrale mille candele stanno bruciando, le tiene accese suor Eva Maria, a mano a mano che si van consumando, e dentro ai vicoli come in sogno trascina il passo lo straccione, il vecchio scemo fuori di testa per il suo angelo di Lione
E cantò l’Ave Maria almeno i versi che ricordava mentre fissava sui vecchi muri la propria ombra che lo seguiva e attraversò quei due sacri fiumi, il Rodano e la Sonne e l’acqua scura come il MISTERO di quell’angelo di Lione


Maggio 2008, è il mese di Maria. Nel nuovo disco di Francesco De Gregori che esce il 23 proprio di questo mese particolare, c’è una ripresa di Angel of Lyon. L’aveva tradotta il fratello, il bravo Luigi Grechi, anni fa in un suo cd. Mi ritornano in mente i ponti di Lione, quelle anime perse in giro per la città mentre si fa scuro, Bob Dylan da qualche parte, candele accese al ristorante e fuori di una chiesa. È una storia bellissima quella che il cantautore chissà come mai, ha deciso di far sua in questo nuovo lavoro.
Era una persona vera, un angelo o una visione, quella che quell’uomo vide un giorno su un ponte e per cui rinunciò a tutto? Poco importa. È il mistero che De Gregori canta. È quella visione che cerchiamo tutti, ogni giorno, distrattamente o più coscientemente. E infatti De Gregori parla di "trascendenza del mistero dell'amore": "Una canzone diversa che mi ha affascinato per il suo testo impenetrabile. La definirei una canzone sull’impenetrabilità... la trascendenza dei misteri d’amore".
Nella versione originale, Steve Young dice “i due sacri fiumi… non rivelarono mai il segreto dell’angelo di Lione”.
Anche il volto di una donna, la sua bellezza, in fondo è un rimando al mistero. La trascendenza dei misteridell'amore.
A Lione, la città delle luci e dei ponti, si può perdere la propria vita e trovare in cambio il Mistero.

16 comments:

Fausto Leali said...

bellissimo post, grazie....

Anonymous said...

Leggendo il titolo di questo post pensavo parlassi di Klaus Barbie. Non mi dai mai soddisfazioni.

Andrea

michele murino said...

Ho i brividi per quanto è bello quello che hai scritto. Bravo Paolo!
Michele Murino

Paolo Vites said...

grazie michele - il nuovo disco di De gregori sono sicuro ti paicerà molto

ps: ho una gran bella news dylaniana che posterò a breve...

michele lenzi said...

Gentile Paolo Vites, è la prima volta che Le scrivo: solo per dire che è veramente bello quello che ha scritto. Michele Lenzi

Anonymous said...

il bello è che nelle cose che scrivi ci sei proprio tu.
spero di ascoltare presto Switchblades Of Love
bye
anna

McTell said...

Un altro bel disco che non conoscevo. Tra l'atro ho scoperto (http://music.msn.com/album/?album=44310078)
che all'armonica c'era un certo Bob Neuwirth...com'è piccolo il mondo!

Ciao!
McTell

factum said...

Bel post, e bella la canzone ha lasciato anche me colpito per la sua, come dici tu, impenetrabilità.

Ma a Lione quest'anno è successo qualcosa, non Bob Dyalan ma 200 cavalieri
http://factum.splinder.com/post/16112616/Lione+2008

e la storia del Mistero continua..

Anonymous said...

ho sentito per caso per radio per caso l'angelo di lione, cantata non sò da chi ma l'ho trovata stupenda, un insieme di dolcezza e trsitezza che ti fanno riflettere.. compliemtni un po 'tardivi per l'articolo

Emiliano said...

Ho vissuto un anno in quella magica città e il tuo post mi ha fatto venire i brividi ed anche tanta nostalgia. Grazie

Anonymous said...

leggere l'intero blog, pretty good

fab said...

Ogni volta che ascolto una canzone mi piace immaginarne la storia.

Immagino un uomo, un po' asceta e un po' cartomante, che incontra una donna e si innamorano perdutamente uno dell'altra. Nonostante il trasporto sia fortissimo, lei non è nelle condizioni di poter pensare ad un uomo.
Ma l'attrazione è così forte che si danno un appuntamento fra un anno, in modo che lei possa rimuovere gli ostacoli ed andare a vivere con lui. Lei si chiama Annamaria, ma il suo nome corrente è Evamaria, lei è la suora di Lyone, una donna meravigliosamente bella.
Lui, come promesso, dopo un anno parte. In treno si rende conto di andare a strappare una sposa di Cristo. Allora, come contraltare, fa voto di povertà. Lui è molto ricco e pensa che il Signore apprezzerà il gesto e gli concederà la donna per cui avverte una attrazione che supera ogni cosa.
Arriva a Lione, va sul ponte dove avevano appuntamento. E' l'8 dicembre. Suor Evamaria ha fatto un altra scelta. Da preferito restare proprietà di Dio e di onorare la promessa di fedeltà che fece quando prese i voti.
L'uomo si sente abbandonato, perde del tutto il senno, vaga per Lione per mesi e poi si consegna ai fiumi.

Paolo Vites said...

fab, due anni e più dopo aver scritto qs cose, fa piacere trovare un gran bel commento come il tuo

grazie

Anonymous said...

Anche la donna cannone volava verso un enorme mistero... questo uomo fermo sul ponte va nella stessa direzione...
Una volta, tanto tempo fa, mi trovavo su un ponte, in Francia. Non era il Rodano a scorrervi sotto,non era la Saone, era la Loira. Ero sola col mio cane, il mio desiderio era quello della donna cannone, era lo stesso desiderio di questo uomo. Mi domandavo, inoltre, perché il destino mi aveva dato mezzi economici e mi privava dell'amore. Avrei voluto poter scegliere. Sono passati molti anni e continuo a inseguire lo stesso desiderio che, forse, è solo un sogno,la più grande "impossibilità"... Vorrei dedicare questa canzone, questa "poesia" sconvolgente, a tutte le donne e gli uomini del mondo che continuano a cercare... un sorriso

Claudia

Paolo Vites said...

Grazie claudia. bellissimo

Maria Pisani said...

Bellissimo post. De Gregori è il mio artista preferito e L'angelo di Lyone è una canzone perfetta.. mi mette tanta malinconia ma non posso far a meno di ascoltarla..

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