Saturday, May 31, 2008

Catch the wind

Il posto è la periferia di Milano, anche se adesso rimessa a nuovo. Dove un tempo sorgevano acciaierie e gigantesche fabbriche, adesso c'è uno spazio per concerti. L'occasione è una "celebrazione" dei 40 anni del '68. Ovviamente Francesco De Gregori non è invitato. Mentre si esibiscono "reduci" come gli Stormy Six con ospiti Eugenio Finardi e poi anche Claudio Rocchi e non so chi altri, nei camerini assisto a un piccolo concerto privilegiato. Leggende del passato sonoqui stasera, ghosts upon the road,come direbbe uno di loro, e se ti domandi che ci azzeccano loro qui con questa celebrazione, la risposta è semplice. Sono qui per fare quello che hanno sempre fatto, e fatto benissimo: cantare le loro (bellissime) canzoni.
In uno spazietto angusto del backstage, Danny Thompson imbraccia il suo grosso basso acustico. Ehi, questo è l'uomo che ha suonato nei dischi di Nick Drake, per dirne uno. Solo questa idea fa trascendere tempo e spazio e mi aspetto di vedere l'allampanata figura di Nick varcare la soglia della porta della stanzetta dove ci troviamo. Invece arriva il piccolo uomo che fu chiamato "il rivale di Bob Dylan", che andò in India con i Beatles, che scrisse la colonna sonora della Londra psichedelica, di cui Joan Baez una volta disse: "Se devo pensare a un musicista che ha incarnato più di tutti lo spirito del Flower Power, quello è Donovan". E Donovan prende la sua chitarra tutta colorata e si mette a improvvisare.
Intanto il mio vecchio amico Eric Andersen sta firmando degli autografi. Insieme a Phil Ochs fu il più autorevole esponente del Greenwich Village non appena Bob Dylan se ne andò per volare alto nelle sue visioni anfetaminiche da like a rolling stone. Una volta Leonard Cohen disse che decise di diventare un cantautore dopo essere rimasto affascinato dalla sua Violets Of Dawn.
Prima uno e poi l'altro saliranno sul palco di questa periferia milanese bagnata dalla pioggia, e ancora una volta canteranno le loro canzoni. Senza tempo, fuori del tempo. Una chitarra acustica e poco altro. Quelle canzoni e tanto basta. Per catturare ancora una volta il vento. Catch the wind.

6 comments:

Giovanni said...

Paolo!!!
Se mi dicevi che c'eri anche tu mi facevo passare la febbre!!!
Sono rimasto a casa, mannaggia!!!

John

McTell said...

Bel salottino! Mi ricorda quello con donovan dylan e altri in dont look back!!! Esagerazioni a parte devo dire che hai dei gran begli amici:°)

Ciao
mctell

michele lenzi said...

"ovviamente Francesco De Gregori non è stato invitato". Mi spiegate perche un cantante deve sempre schierarsi possibilmente dalla vostra parte? De gregori ha già subito un processo su di un palco. Ne vogliamo fare un altro? Michele Lenzi

Paolo Vites said...

dalla parte di chi, scusa? e poi era una battuta in riferimento alla sua canzone "celebrazione"

cool down, please

michele lenzi said...

Gentile Paolo,
capisco bene che la Sua è staat una battuta in riferimento alla canzone, ma una frase del genere detta in questi tempi ,come vede, può generare delle incoprensioni. Con Stima Michele Lenzi

claire said...

grande serata e cena surreale con eric!!! la sua giacca, tra l'altro, mi stava benissimo... lol....
grazie, paolo.

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