Monday, May 12, 2008

Ritratto di un finto giocatore


Ovviamente che quello nella foto qua sopra è un finto giocatore lo posso dire io che sono interista; gli altri pensino a preoccuparsi di centrare l’obbiettivo Mitropa Cup. Si chiama Coppa Uefa? Vabbé, è la stessa cosa oggigiorno.
Non mi lamento del fatto che l’Inter si trovi a un solo punto di distanza dalla Roma a una giornata dalla fine. Il campionato è più bello e la Roma si merita la possibilità di vincerlo visto il buon gioco espresso, nonostante i tanti aiuti arbitrali avuti (devono vendere la società a qualche magnate americano, no? Se vincono lo scudetto, si incassa di più). Non mi lamento perché l’Inter, con tante sfortune e tanti guai ha comunque fatto un ottimo campionato e non è facile essere sempre in testa per due anni consecutivi.

Ma non è solo lui il finto giocatore. Questo - in particolare - ieri ha dato bello sfoggio di un protagonismo al limite della schizofrenia: ha voluto tirare a tutti i costi il calcio di rigore anche se non spettava a lui litigando con i suoi compagni, si è sempre fatto trovare fuori della sua posizione, finanche respingendo un tiro di un suo compagno diretto in porta con il suo sederone e così facendo fregandosene sempre delle indicazioni a cui dovrebbe ubbidire un serio professionista. Perché di seri professionisti nel mondo del calcio non ce ne sono più. Quando apri i giornali, trovi su di loro solo notizie di festini e orgie al limite della pedofilia, migliaia di euro spesi per dei trans o per la coca, presuntuosi malati di protagonismo come quello che ieri ha voluto tirare il calcio di rigore a tutti i costi.

I calciatori un tempo erano lì per far vedere ai giovani i buoni valori di amicizia, sana competizione, solidarietà, rispetto delle regole. Adesso sono dei puttanieri malati di protagonismo. Ovvio, in una società che ha decretato la morte di qualunque valore educativo, che anche il calcio sia così. Quello che mi fa star male è vedere, come ho visto qualche giorno fa, un bambinetto con su la maglia di Ronaldo. Così piccolo che forse non sa ancora leggere; immagino quando ha visto la foto del suo eroe sul giornale recentemente e ha chiesto a suo papà perché Ronnie era lì, cosa avrà riposto il genitore al figlio: “Vedi Carletto, stai indossando la maglia di uno che va a puttane e non si accorge nemmeno di aver invitato in camera tre travestiti”.Cos'è un travestito, papà?

Io intanto ieri sera ho bruciato la maglietta di Materazzi che avevo comprato l’anno scorso. Non ci vado in giro – sempre che lo scudetto lo vinciamo – con il nome di uno che non ha rispetto dei suoi compagni di squadra. Ci avrà anche fatto vincere lo scudetto dell’anno scorso, ma con quello che ha fatto ieri ha infangato quello che rimaneva del gioco del calcio.Lo dico da anni: il calcio è come il rock'n'roll. Morto.

8 comments:

Paolo Lee said...

ma il r'n'r non è morto, è solo in coma (come diceva qualcuno, il buon Joe forse?)
Il calcio invece è davvero così da anni, Materazzi è solo uno dei tanti emblemi viventi dello stato delle cose. Non credo ci sia una via d'uscita, la sportività rimane nelle partitelle domenicali tra amici

Anonymous said...

da aggiungere che il rigore non c'era, materazzi ha abbracciato il suo marcatore ese lo ha portato a terra... il sitema è sbagliato anche nella casta aribtrale, prona alle grabdi squadre: come la roma anche lìinter ha avuto i suoi aiuti e domenica se dovesse avere problemi arriverà il fischio necessario
il calcio è un giro di soldi, e basta
il rock and roll rantola, ma credo sia vivo, ogni volta che faccio un viaggio per vedere dylan, springsteen, forse ancora di più patti smith... e pochi altri, mi rendo conto che qualcuno che affronta il rock con onestà esiste, anche se sono davvero pochi

Luca Skywalker saluta il school-of-rock teacher Paolo

Anonymous said...

Ciao Paolo,
premetto che ti leggo da quando è nata maggiesfarm e ti stimo. Seguo il tuo blog e lo considero una sorta di pozzo senza fondo per gli affamati del rock, come me.
Però su materazzi...
Sono anch'io interista (molto molto moderato,nel senso che me ne frega fino a un certo punto)ma non me la sento di condividere la tua aspra sentenza. Materazzi ha creduto (e per qusto ha insistito) di tirarsi fuori da una profonda crisi tirando un calcio di rigore ma... gli è andata male.Forse gli farebbe bene ascoltare "la leva calcistica della classe 68" di De Gregori, o no?
Sono d'accordo sull'esempio che i giocatori dovrebebro dare, ma l'inter di questi anni non è in condizione di dare esempi simili, perchè l'inter di questi anni non ha cuore. In una squadra di mercenari l'unico modo di farsi valere è alzare la voce più degli altri. Lui l'ha fatto e non si può dire che non abbia sbagliato. Ciò nonostante io contunuo a credere che si tratti di un giocatore pulito e abbastanza distante dalle schifezze che molti altri "giocatori vip" fanno di continuo. Solo per questo non mi sento di definirlo un finto giocatore. Comunque tranquillo...cercavo solo un pretesto per avvicinarmi al mitico Vites e porgergli i miei più sentiti complimenti per il suo lavoro.Bravo davvero!
Ciao
Alfredo
mctell@tiscali.it

Paolo Vites said...

credo tu abbia abbastanza ragione alfredo.. ma oggi devo sfogarmi! comunque il calcio è "gioco di squadra" proprio perché vuol dire mettere da parte il proprio ego emanie di grandezza e mettersi al servizio della squadra... Materazzi dovrebbe capirlo, dopo tanti anni di carriera

Kyle William said...

Suvvia Paolo non essere cosi bacchettone, chi non ha mai scambiato un trans per una prostituta ;-)
Trust the art not the artist, altrimenti noi fan della musica dovremmo farci tutti di coca. E eroina.

Paolo Vites said...

almeno i musicisti rock dalle storie di cocaina e prostitute ci hanno tirato fuori delle grandi canzoni... i calciatori invece ci tirano fuori delle partite di m...

Spino said...

Da juventino dovrei odiare profondamente i nerazzurri ma è più forte di me, ci regalate troppe gioie, troppe emozioni, simpatizzo quasi... vabbè non esageriamo... eh eh

il campionato lo vincerete a Parma... per fortuna che Cuper è squalificato... vederlo sulla panchina all'ultima giornata susciterebbe strani ricordi nel popolo interista...

Anonymous said...

Ho smesso di seguire il calcio (COMPLETAMENTE) 14 anni fa. Meglio ascoltare un cd, leggere un libro, fare l'amore con la mia fidanzata, andare al playground a giocare a basket con gli amici.
Ciao grande Paolo.

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