Sunday, May 04, 2008

That mean ol' man, Stagolee

St. Louis, Mississippi, la sera del giorno di Natale 1895. Due uomini di colore, William Lyons di 25 anni, e Lee Sheldon, due vecchi amici, sono al saloon di Bill Curtis, tra la Eleventh and Morgan Streets. Bevono e discutono appassionatamente. Quando la discussione finisce sulla politica, i toni si scaldano e Lyons dà una manata all'elegante cappello che l'altro indossa. Che non è uno qualunque: è un magnaccia, un "pimp", uno sfruttatore, ma che ha il vizietto di vestirsi in modo incredibilmente elegante. Sheldon gli dice di raccattare immediatamente il cappello. L'altro lo manda a quel paese. A quel punto, Lee Sheldon estrare la sua pistola e gli spara nell'addome, ferendolo mortalmente. Lyons morirà poco dopo. Quell'uomo cattivo, "that mean ol' man Stagolee", si rimette noncurante il suo cappello e si allontana.

E' l'inizio di una leggenda che diventa immediatamente canzone, con il titolo variante di Stagolee, Stack-a-lee, Stag O Lee, Staggerlee, la prima incisione delle quali viene raccolta nel 1910 da Alan Lomax, e la cui versione più accurata è quella fatta da Mississippi John Hurt. Per anni si era persa memoria del fatto accaduto la sera del 25 dicembre 1895 a St. Louis, si pensava solo una storia frutto della fantasia dei bluesmen. Ma poco importa, leggenda o realtà, perché quel che più importa è il significato stesso della canzone, il primo ritratto del bullo di colore, quello che si è fatto una carriera nella malavita locale e che, nel modo di vestire stesso, ambisce a raggiungere lo status di eleganza e di ricchezza dell'odiato uomo bianco. Non è difficile vedere, nella reazione sproporzionata rispetto al fatto accaduto e nel volere la restituzione del cappello, status symbol di Sheldon, la stessa violenza dei rapper dei giorni nostri che invece del cappello ostentano vistose collane d'oro. Greil Marcus, nel suo Mystery Train, ne ha fatto il ritratto fondamentale nella identificazione di Stagolee con i neri di fine anni 60, primi 70, quelli che dalle giuste rivendicazioni per i diritti civili passano alla lotta armata o diventano i "magnaccia" senza pietà di cento film d'epoca.

Lo "stagolee" era l'uomo di colore alto, quello che non passava inosservato, e Lyons si beccò subito quel soprannome. Le versioni del brano saranno innumerevoli, da Woody Guthrie a Bob Dylan fino a Lloyd Price che nel 1959 ne registra una versione "addomesticata" e arriva al primo posto delle classifiche.
Ma più interessante è scoprire dove, nel corso dei decenni, Stagolee sia andato a nascondersi e a riemergere, sorta di demonio implacabile, in canzoni che ne hanno celato la vera identità lasciandola trapelare in modo subdolo. Addirittura in un disco di Elton John, Blue Moves del 1976, la canzone Shoulder Holster cambia i soggetti, ma non l'azione: una donna è in cerca del suo fidanzato che l'ha tradita, per ucciderlo: "It was just like Frankie and Johnny, it was like Stagger Lee".
Nel 1979, nell'imprenscindibile London Calling dei Clash, Stagolee spunta fuori nella ripresa di Wrong 'em Boyo, vecchia canzone dei giamaicani Rulers: adesso Stagger Lee è l'eroe e Billy il colpevole, l'assassino diventa uno sfruttato in cerca d giustizia personale. Nel 2004, i Black Keys hanno cantato di lui in Stack Shot Billy nel loro disco Rubber Factory.

Ma naturalmente la versione definitiva del brano l'ha fatta Nick Cave, l'unico che può prendere il demonio sottobraccio e condurlo su di un palcoscenico: è su Murder Ballads, ovviamente, e il linguaggio volgare non tragga in inganno, non si vuole scandalizzare nessuno. Staggarlee siamo tutti noi, piuttosto, prima o poi. Ma attenzione: il diavolo esiste davvero. Ogni volta che Nick Cave la esegue dal vivo, giuro di aver visto la sua ombra danzare oscenamente sul muro.

6 comments:

Fausto Leali said...

Inquietante ed epica allo stesso tempo, grande ed inimitabile Nick Cave.

Già: "attenzione: il diavolo esiste davvero"....
Ma i diavoli, come ho letto sul bellissimo blog di un amico, CREDONO in Dio...

Anonymous said...

"stackolee was a bad man, everybody knows"
queste parole di woody guthrie...
ho ripreso quel cd!!!!

LucaSkywalker

michele murino said...

Vi ricordate quando, nel film Masked and anonymous, Uncle Sweetheart non si ricorda il nome di una famosa star dell'epoca del jazz che era stato sfigurato sul palco durante il corso di uno spettacolo e Jack Fate (Bob Dylan) dice che nemmeno lui se lo
ricorda... poi azzarda: "Staggerlee?" (o Stack a lee).
Chissà cosa nascondeva l'allusione?
Michele Murino

Paolo Vites said...

no, non me lo ricordavo, grazie per la segnalazione... probabilmente voleva sottolineare ancora una volta come "Staggerlee" è radicato nel cuore della musica americana proprio come nell'immaginario popolare di un tempo... un link perenne nella mente di bob dylan

Anonymous said...

Confesso la mia ignoranza: pur conoscendo almeno tre o quattro versioni di questo pezzo non avevo mai visualizzato il protagonista come un nero! Pur essendo un blues chissà perché mi ero sempre immaginato una rissa tra cowboy ubriachi!

PS confrontare l'invecchiamento di Nick Cave con quello dei Bad Seeds, dà da pensare: o strafarsi di droghe e alcolizzarsi in giovane età fa effetto formalina, o c'è davvero lo zampino del diavolo e si distingue benissimo chi ha firmato con il sangue un contrattino e chi no.

Tom.

Giova said...

grazie per il bellissimo scritto; ho messo il link sul mio ultimo post da quanto mi è piaciuto.

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